Ercole e Lica
Antonio Canova
Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea
Il gruppo scultoreo di Ercole e Lica fu scolpito da Antonio Canova fra il
1795 e il 1815.
L’opera fu commissionata al grande scultore dal Principe Onorato Gaetani d’Aragona nel marzo del 1795 per esaltare attraverso una scultura grandiosa e potente la dinastia dei Borbone a Napoli.
Il gruppo scolpito da Canova
raffigura una storia narrata dagli antichi poeti.
Ercole impazzisce
per il dolore che gli provoca la tunica intrisa nel sangue avvelenato del
centauro Nesso e afferra il giovane Lica per buttarlo in aria. Lica
era reo di aver consegnato senza sapere niente la tunica a Ercole su ordine di Deianira.
Canova iniziò a metter mano al modello dell’opera dopo aver ricevuto l’incarico ma interruppe e riprese i lavori più volte. Dopo le vicende che stravolsero Napoli con l’arrivo dei francesi, il principe ritirò la commissione a Canova. L’opera però, nel 1800, fu comprata dal banchiere romano Giovanni Raimondo Torlonia.
Nel momento in cui l’opera fu esposta, riscosse un enorme
successo ma in un secondo momento la critica
si scagliò aspramente contro questo capolavoro di Canova,
ritenendolo solo un’opera accademica priva emozione.
Ercole fu scolpito da Canova nel massimo momento di
rabbia, espressa non solo attraverso il suo volto irato ma nella tensione
muscolare del corpo.
Raffigurato nel momento in cu solleva Lica per un piede. Il
giovane sventurato cerca di opporre resistenza
invano, aggrappandosi all’altare che è posizionato alle
spalle di Ercole e alla pelle di leone che si trova
ai suoi piedi.
Un istante dopo
Lica sarà scagliato fra i flutti del mare.

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